Passione Quattro Fuochi

Mi racconto
in cucina!

Una tavola imbandita a festa anche quando non c'erano compleanni o onomastici da celebrare, il graffio della punta sul vinile e le canzoni di Dalla e Morandi che delicate scivolavano via in sottofondo dall'impianto stereo Sony del salone, voci allegre, a volte anche assordanti. Il profumo del ragù e quella sensazione di conforto e sicurezza che, poteva esserci anche la guerra fuori, ma noi intanto eravamo lì, ed eravamo al sicuro perchè eravamo tutti insieme.

Il mio concetto di cibo è sempre stato associato alla Famiglia: le domeniche, quelle classiche domeniche del Sud di una famiglia mediamente numerosa. Con mamma e i suoi fornelli accesi fin dal mattino presto, papà e il suo vassoio di dolci freschi di pasticceria. Leitmotiv: la voglia di stare bene. Che diventava celebrazione del buon cibo di casa Gubitosa. Poi pazienza se ogni tanto tra sorelle si finiva per litigare per una qualunque stupidaggine. Tanto a fine giornata eravamo sicuramente pronte a ridere e scherzare e cantare, di nuovo.

Raccontano di me come una buona forchetta fin da piccola, e credo che i miei primi ricordi in cucina siano a casa delle mie nonne.

Mi sembra di vedermi bambina da nonna "Peppinella" nel giorno del suo onomastico, quando fuori gli alberi si preparavano alla primavera e lei invece si preparava ad accogliere i nipoti. Così friggeva quantità industriali di zeppole con un rito impeccabile che non poteva essere interrotto, pena non so quale maledizione, e con un fare da maga senza alcun appunto di ricetta, perchè tutti gli ingredienti che lei impastava erano aggiunti "a occhio", altro che bilance di precisione! Chiudo gli occhi, vedo le mie manine che pescano nell'enorme ciotola e sento ancora sulle dita il profumo della cannella che, mista allo zucchero e a qualche residuo di olio, creava una melassa appiccicosa, nettare inebriante che Dio solo sa cosa darei per tornare indietro e averlo di nuovo sotto al naso.

Custodisco gelosamente nella mia memoria i momenti a casa di nonna Lucia, nella sua cucina dai mobili anni Sessanta color verde pastello, dove la luce entrava prepotente dalla finestra libera di ogni tenda o orpello e io, inginocchiata sulla sedia per acquistare i centimetri giusti che mi permettessero di arrivare all'altezza del tavolo, seguivo la sua arte culinaria, ben vestita da donnina. Il grembiule a fiori che lei stessa, abile sarta di professione, aveva cucito, mi stava grande diverse taglie in più, ma io mi ci sentivo comoda lo stesso. A me piuttosto interessava star lì a guardare come preparava il gateau di patate o i calzoni fritti. A me interessava passare più tempo possibile con lei.

Così ho imparato che la chiave di volta, il vero trucco anche in cucina è l'AMORE.

Sono nata nella verde Irpinia, patria del vino, delle castagne e delle nocciole, del tartufo e dei funghi, della pasta fresca fatta a mano, dei fusilli tirati col ferretto e degli gnocchi; terra di trattorie nascoste nei vicoli dei piccoli paesi, dove le mani esperte delle donne anziane impastano ogni giorno acqua e farina, dove si vive tra i panorami affacciati sulle montagne piene di erbe segrete e col calore di un camino acceso.

Vivo a Bologna, rossa, dotta e grassa. Città delle osterie antiche e dei dehors tra i vicoli del centro storico. Città dei tortellini e della mortadella, della pasta all'uovo e del ragù che regala il suo profumo per le strade a qualunque ora della giornata.

Mi chiamo Benedetta, per tutti Benny, ho 31 anni, e questa è la mia idea di cucina. Fatta di parole e fornelli. Di racconti e sapori.

Benedetta Gubitosa

Farmacista di professione, foodblogger per passione.
Tra pentole, appunti di ricette e racconti di giornate vissute.

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